Il blog di Elisabetta D'Onofrio, un tentativo di citazionismo al contrario su un certo calcio, su un certo giornalismo
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domenica 26 settembre 2010
Juve: la Furia si chiama Krasic. Col Cagliari è 4-2
Io mi ricordo. Sì, mi ricordo quando Pavel Nedved fu acquistato dalla Juventus. La sua indiscutibile eccezionalità l'avrei riconosciuta ovunque e comunque e quella maglia, quella della Lazio, sapevo che avrebbe costituito un passaggio come ce ne sono tanti nella vita e nella carriera di ciascuno.
E mi ricordo quando, con il Cska, avevo segnato sul taccuino il nome di questo ragazzo biondo che non mi aveva convinto del tutto ma veniva osannato dalla critica e già aveva ricevuto dimostrazioni concrete di interesse dal Milan che in materia commette solo peccati veniali. Non mi aveva entusiasmato in quella prima di campionato contro il Bari in cui aveva cessato a metà di inseguire le indicazioni impartite dall'esordiente Luigi Del Neri. Ma non era colpa di Milos Krasic. Anzi, stasera ti ringrazio.
Ricorderò questa tripletta con il Cagliari, Milos. Perché hai corso, non hai smesso di inseguire l'obiettivo come quando hai pagato tu il volo per chiudere l'accordo.Ti inserisco nella colonna del mi piace. Mi sono garbate assai le scelte diverse del tecnico che ha rivisto le sue dogmatiche interpretazioni di uomini e ruoli. Mi piace Aquilani in cabina di regia. E quella coppia d'attacco che ancora stenta a decollare. Non mi piace - ancora - la lettura delle statistiche. Nove gol subiti non celano i limiti di un reparto in costruzione sotto un sole agostano. Non sarà Rinaudo (in campo) a smuovere del tutto gli equilibri. E a evitare le oscillazioni così incontrollate di questa Juve del nuovo corso.
sabato 25 settembre 2010
Juve per sempre: Chiellini rinnova dopo l'Inter
Che settembre avrebbe significato rinnovi era noto ai conoscitori di corso Galileo Ferraris. Anche se, in tema di prolungamenti di contratto, non sempre tutto va per il verso giusto. In questo caso, Giorgio Chiellini, la direzione è una e una sola: quella dell'accordo. Perché la Juve senza Chiello - futuro capitano - ha dimostrato involuzioni preoccupanti. E a prescindere dal tecnico in panchina. Anche se la firma non è stata ancora ufficializzata, ma la firma è ormai imminente. Il suo procuratore, Davide Lippi, deve limare quelli che vengono definiti «dettagli». La sostanza, durata e ingaggio, paiono invece definiti.
Il contratto sarà prolungato di altri due anni: la scadenza sarà fissata nel 2013, per poi naturalmente passare al 2015. Juve a vita, per la carriera considerato che per allora il giocatore avrà 31 anni.
«Chiellini è il difensore titolare della Juventus, molte squadre lo cercano, non soltanto il Real Madrid, ma l’operazione non andrà in porto perché lui vuole rinnovare con la Juventus». Ed è lo stesso manager che spiega lo stato della trattativa: «L’accordo al momento non è stato siglato, ci siamo incontrati ma il giocatore non ha ancora firmato nulla. Non ci sono problemi di natura economica anzi, da questo punto di vista c’è perfetta sintonia con la Juventus».
Nel pomeriggio di ieri, a quasi un mese dal precedente incontro, la coppia Chiellini-Lippi è stata avvistata nella sede storica della società bianconera chiaro segnale che l'accordo è quasi sottoscritto. Con la firma del nuovo contratto il centrale sarebbe inserito nel ristretto gruppo dei top player, l'esiguo nucleo di giocatori a cui Marotta e la dirigenza del nuovo corso hanno deciso di pagare volentieri ingaggi elevati (la Juve è e rimane una società quotata in borsa con investimenti vari e controlli più severi da parte degli organi deputati). In concreto si passerà dai 2 milioni ai 3,2 l'anno. Una cifra che dovrebbe scansare il Manchester Utd, il City e il Real Mourinho. E' una storia di rabbia e fatica anche questa. E pensare che dopo Calciopoli si era valutata seriamente la cessione di un giocatore divenuto un simbolo. Quasi l'eccezione, in un calcio di accordi e gestione patrimoniali che di bandiere non ne ha più.
venerdì 24 settembre 2010
Juve da riformare: Del Neri si inventa Pepe terzino
Quando Claudio Ranieri venne tacciato di propinare un brutto spettacolo nella Torino della rabbia e dell'orgoglio, la risposta a mezzo stampa fu semplice: "Basta non prendere gol". I ragazzi, come li chiamava, salivano optando per un fuorigioco strategico che fruttava almeno una difesa d'ufficio. Ma che si può addurre in una strategia, che possa definirsi all'altezza, per questo reparto che ieri sera all'Olimpico è scomparso? Nonostante Chiellini (reduce da una brutta distorsione) e Bonucci che, con tutta la volontà della disperazione, hanno perso i tempi dove e quando il tempismo è tutto.
Ora il tecnico del nuovo corso Luigi Del Neri - che ha poco dietro cui nascondersi - ci propina Pepe terzino. Un uomo, un giocatore che ha interiorizzato il ruolo di attaccante in un 4-3-3 (Udinese) e prova con alterni successi a interpretare la verticalizzazione secondo i dogmi delneriani. Il problema sugli esterni bassi esite, inutile negarlo. Non giova a nessuno, neanche ai diretti interessati che faticano a rientrare e a coprire adeguatamente. Sette reti incassate alla quarta giornata sono francamente eccessive per una società che si pone come obittivo la qualificazione in Champions League.
"Una prestazione volenterosa, ma siamo tornati indietro, ad errori pagati a caro prezzo, che il Palermo ha sfruttato a pieno - ha dettol'allenatore bianconero -. Noi invece abbiamo sfruttato di meno le occasioni che pure abbiamo avuto". Il problema della Juventus è difensivo, ma non è solo colpa della difesa. "Quando si sbaglia si sbaglia tutti - ha aggiunto Del Neri -. Una partita al di sotto delle prestazioni degli ultimi tempi: forse anche un po' di sfortuna, però serve più attenzione e grinta. E' un anno altalenante, dobbiamo convivere con questo. Pensavamo di aver risolto i problemi ad Udine, invece si sono ripetuti".Provvisti poi di un centrocampo che faccia da filtro (ieri sera Melo e Marchisio hanno faticato troppo) ecco che i buchi si spiegano. Meno si capisce questa obiettiva difficoltà di mantenere le distanze tra i reparti, quell'ordine che manca tra le linee. Anche i nuovi schemi vanno studiati. Capiti, applicati. La matematica applicata al calcio intanto pesa e mostra quello che non c'è, come dimostrato dall'alieno Mourinho.
Forse per dicembre si ritroverà la vera formula. Forse no, ma allora le cose e le persone potrebbero già non essere le stesse.
giovedì 23 settembre 2010
Juve, la crisi infinita. Il Palermo rinasce a Torino. Video dei gol
Non dovevamo illuderci che l'orgoglio da solo bastasse a succhiare via quella linfa malevola che appesantisce le gambe e confonde la testa. Schemi, idee, misure latitano ancora in questa Juventus sconfitta 1-3, così difficile da capire. Da giustificare. Palermo si rigenera da Pastore. E rinasce meritatamente. Perché forse non era il tempo per scegliere Del Piero e preferirlo a Iaquinta. Ha da passa' 'a nuttata, ma il lassisimo di Bari e le lacune manifeste contro la Sampdoria emergono senza che la ruvidità di metodo di Del Neri abbia dimostrato di aver sanato quel male. Pastore, Ilicic e Bovo illuminano la notte torinese. E la Signora è di nuovo cupa, sciatta.
Juve-Palermo: le formazioni ufficiali

Juve-Palermo è il posticipo della quarta giornata. Chiellini sì. Del Piero pure. Ora che siete tranquilli (e iniziate ad aver paura di Pastore&Miccoli) leggete le formazioni ufficiali.
Juventus (4-4-2): Storari; Motta, Bonucci, Chiellini, Grygera; Krasic, Melo, Marchisio, Pepe; Quagliarella, Del Piero. All. Del Neri
Palermo (4-3-2-1): Sirigu; Cassani, Munoz, Bovo, Balzaretti; Migliaccio, Bacinovic, Nocerino; Ilicic, Pastore; Pinilla. All. Rossi
Juve-Palermo: Chiellini recupera, Del Piero fa posto a Iaquinta

L'importanza degli uomini nella Juventus si nota da questo. Dalla rabbia, dalla voglia di esserci sempre e comunque.
"La caviglia è a posto, stasera serve la stessa concentrazione di Udine,è una settimana cruciale per noi...vi aspetto allo stadio, ciao a tutti"
Giorgio Chiellini, infatti, ha confermato via Twitter che sarà in campo stasera contro il Palermo di Delio Rossi in cerca di punti e conferme. Nonostante presidenti fumantini e arbitri inesperti.
Juve operaia o meno, da Udine in avanti si deve imprimere quella continuità e quell'esercizio di concentrazione che, inutile negarlo, manca.
Il recupero di Chiello dalla distorsione alla caviglia riportata al Friuli rassicura, ma non allontana i soliti sospetti sull'eccesso di infortuni registrati a sole tre giornate dall'avvio del campionato (con gli impegni paralleli ben presenti). De Ceglie e Traoré sono gli ultimi ingressi di un club che annovera il medesimo numero (quasi) dei tesserati.
Son complicazioni che non devono confonderci: la formazione che il tecnico bianconero schiererà è imprescindibilmente vincolata al 4-4-2. Storari tra i pali, Grygera sulla sinistra, mentre a Motta andrà la fascia destra. A centrocampo la confermatissima coppia di laterali Krasic-Pepe, al centro si partirà probabilmente con Marchisio (autore di un gol da videoteca a Udine) e Sissoko. In panca Aquilani sarà pronto a prendere il posto di Claudio al momento opportuno (durante il secondo tempo). In avanti Iaquinta è in vantaggio su Del Piero in coppia con Quagliarella. Amauri partirà dalla panchina.
Sul versante rosanero, Rossi è obbligato a scegliere Sirigu con Cassani e Balzaretti sugli esterni e Bovo e Munoz al centro del reparto arretrato. A centrocampo Bacinovic (in ballottaggio con Kasami) con Liverani regista. Poi Pastore, titolare ormai fisso, con lo sloveno Ilicic e Nocerino. In attacco Maccarone e Pinilla si contendono la maglia da titolare. Hernandez e il capitano inizieranno l'incontro da seduti. Anche se Miccoli non ha mancato l'appuntamento da ex con il tabellino, vedi colonna marcatori.
mercoledì 22 settembre 2010
Juve, Chiellini in dubbio per il Palermo

Re Giorgio e una distorsione che, tra Palermo e rinnovo, non agevola il disbrigo delle pratiche. Del Neri richiama a un modello operaio che - francamente - nel contesto ambientale in questione è un motto che involontariamente si rivela segno dei tempi. In vista del posticipo di domani sera all'Olimpico di Torino anche la determinazione Chiellini e la rocciosità del tecnico infondono serenità. Legrottaglie si scalda già, anche se Chiello non si ritirerà senza aver lottato.
Con Delio Rossi in bilico dopo le picconate di Zamparini e i palesi limiti della difesa palermitana, l'avversario sarà prevedibile. Almeno sulla carta. Da temere, come sempre, la fantasia di Javier Pastore rimasto in Sicilia in attesa di ricevere - o il club per lui - l'offerta giusta. Magari dall'Inter che avrebbe intenzione di supportare con l'adeguato rincalzo Sneijder mai convinto fino in fondo di allontanarsi dal suo mentore, il profeta di Setubal.
Josè Mourinho è l'alieno che si lega agli uomini sapendoli proteggere nel nido dello spogliatoio esponendosi al turbinio mediatico, dirottandolo verso la direzione voluta. Perché Wesley che, in fondo, arriva dal Real dovrebbe sottrarsi? Coutinho deve crescere. A gennaio, l'arrivo dell'argentino potrebbe essere la conferma dell'operazione. Salvo non si decida, a corso Vittorio Emanuele, di investire subito in una punta.
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