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sabato 12 giugno 2010

Report contro la "legge bavaglio"




Mamma Rai ci dona Milena (Iole) Gabanelli. E con lei questa mal trattata specifica presente nel ddl intercettazioni (o anche legge bavaglio) tra giornalisti pubblicisti e professionisti. Non è questione da scansare, questo minuziosa distinzione operata nel testo.

Nell'azienda concessionaria di servizio pubblico (la Rai) gli operatori sono in larga maggioranza iscritti all'albo. Non tutti a quello dei professionisti. E come la mettiamo nei giornali tradizionali con i grafici? Le figure come produttori o realizzatori in un marasma come quello dell'universo-mondo dell'informazione non sono da meno. Pubblicisti e professionisti, roba da giornalisti. Mica vero, qui si tratta di diritto all'informazione. E l'iscrizione ad albi professionali (o caste o corporazioni come più gradite) non è indispensabile perché si alimenti il dibattito in seno all'opinione pubblica. Affatto.

venerdì 11 giugno 2010

Intercettatemi, intercettateci

10 giugno 2010

Non leggerete più di Calciopoli, non saprete più che c'è chi ride mentre un terremoto ha raso al suolo L'Aquila, non avrete più la sequenza dell'orrore della Diaz davanti agli occhi, non avrete più notizia di quanto accadde a Palazzo Grazioli. Ma voi che bramate perché ciò avvenga, non ci metterete a tacere, non svuoterete di senso la potenza della parola.





Black out. Nero. Non pervenuto.

lunedì 7 giugno 2010

Sgarbi killed the archistar




E' rock. E' lento. E' pop. E' hard art. Facciamo conto che non sia 'L'ultima parola', che non sia una notte fonda di inizio giugno e che anche Sgarbi non sia Sgarbi, quanto un mero aggressore delle bruttezze di cotanta architettura.

Chi inveisce contro le archistar? Il critico? L'esteta? Il narcisista? Svestiamolo di ruoli da circo mediatico condito - solitamente - da contraddittori accesi ad hoc per alimentare un dibattito in cui nulla vi è su cui dire - forse pensare - per riabilitarlo. La difesa di ciò che appartiene all'identità quanto l'arte, la concezione urbanistica, l'architettura non deve ridursi all'accettazione del gusto dominante (concetto labile), ma esprime quel senso di civiltà che pare subordinato a logiche di palazzo.

Quanto sottindende l'invettiva sgarbiana, così barbarica nell'abusare dei termini brutti in contrapposizione alla bellezza insita nell'opera o nelle opere, palesa le alleanze che funzionano. Ciò che è eterno perché inevitabilmente suscita sentimenti eterei si tramuta in orrorifiche scatole di finta modernità (Ara Pacis, tanto per citare un esempio). e le parole sono brutte, cacofoniche.

Quelle stesse parole che lui, l'archistar Massimiliano Fuksas al centro di polemiche senza fine, pare comprima nelle sue opere (dal citato Palazzo della Regione Piemonte all'altrettanto criticata chiesa di Foligno) nella parabola narrata da Sgarbi. Rissa con il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e querelle verbali di santoriana memoria che gli hanno procurato querela del presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, accuse di sinistrismo e parcelle milionarie. Come finirà tra il critico e il maestro? Nel reality dell'archistar l'epilogo è rimandato al prossimo progetto (forse).

giovedì 3 giugno 2010

Freedom Flotilla, filo spezzato



Riflessione in divenire

Gli equilibri stravolti che ci spiega Lucia Annunziata su La Stampa, il racconto puntuale di Francesca Paci, le testimonianze da Gaza (molteplici e legate ai gruppi di riferimento) ci dipingono uno scenario di disordine e indeterminazione militare e politico. La questione israelo-palestinese non è cosa loro, affatto. E il caso Freedom Flotilla ci insegna che qualcosa è cambiato (in peggio).

lunedì 24 maggio 2010

Videocomunicato FNSI-Usigrai



"Il disegno di legge sulle intercettazioni e sulla cronaca giudiziaria in votazione al Senato limita fortemente il vostro diritto di sapere e il nostro dovere di informare. I giornalisti sono dalla parte dell'informazione libera e non da quella dei segreti di criccopoli, di calciopoli, della malasanità e via dicendo. Dietro la scusa nobile della tutela della riservatezza si nasconde la volontà di imbavagliare la stampa proibendo la pubblicazione di notizie su indagini in corso. Se fosse già stata in vigore avremmo potuto raccontare solo dopo anni delle inchieste sulle stragi, sui grandi scandali nel mondo dell'economia, della politica, della sanità, dello sport. Durante le indagini silenzio. Non certo per tutelare la vita privata dei cittadini, ma quella dei potenti, per non creare imbarazzo a chi vuole fare credere che in Italia tutto vada bene. I giornalisti italiani dicono no al bavaglio e si a un'informazione libera, completa e rispettosa. Il Senato ci ripensi".



Lady Madonna children at your feet
Wonder how you manage to make ends meet.


(Lady Madonna, i bambini ai tuoi piedi
si chiedono come farai a sbarcare il lunario.)