Il mio blog è stato rinnovato!

Dovresti essere redirezionato sulla nuova versione tra 6 secondi. Se non fosse così, visita
http://elisabettadonofrio.wordpress.com
e aggiorna i tuoi bookmarks.

Visualizzazione post con etichetta diego. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diego. Mostra tutti i post

giovedì 26 agosto 2010

Arrivederci amore, ciao (Diego)



Senza di te.

Senza Diego. Che disegno ossessivo si insegue negandosi Diego? Me lo domando metabolizzando un'estate flebile per intenzione, slanci ed emotività. Si accusa la lontananza di quelle aspirazioni imperialistiche che animavano un calcio postmoderno, in cui la zona sacchiana illudeva la moltitudine di una supremazia inarrestabile. Un'estate fa, 24 milioni di euro per convincere il Werder Brema, oggi visite mediche e ufficialità - de facto - del suo trasferimento al Wolfsburg per 15 milioni di euro più due milioni qualora si raggiunga l'obiettivo della qualificazione in Champions League. Più decadente che riformista questa Juventus di nuova specie.

Rinunciare a Diego, all'estro, alla fantasia per sublimare un progetto delneriano in contrasto con la ricerca, che darà? Che ne verrà (a parte i 4,5 milioni di ingaggio che si verseranno per il prestito di Fabio Quagliarella dal Napoli)?

Invece, si scrive, si dibatte, si registra dell'effetto domino scaturito dall'addio di Mario Balotelli all'Inter che deve ancora palesarsi. O di una Juventus revisionata (così disse all'apertura di questa sessione Beppe Marotta, neo direttore generale). O di un MilanIbrahimovic che darà vigore al campionato rossonero dalle premesse quanto mai incerte. Alla decadenza - irritante - di una Juventus che si plasma sul dogma 4-4-2 sacrificando Diego, Trezeguet, Giovinco e chi eran e ancora rimane sulla lista dalla parte sbagliata. La Serie A ha inizio. Ma è l'ex. La dissoluzione del pacchetto di marketing mai entrato nella mitologia che vorrebbe il nostro il più bel campionato al mondo e che si è ripiegato - ormai - su se stesso senza eccellenza, fascino e uomini. Se rimane ciò dello stile Juve (tanto per) non si è poi così lontani dal vero.


mercoledì 28 luglio 2010

Juve: doppia rabona cult


Juve, la comica della doppia rabona...
Caricato da Almiron. - Guarda altri video di sport estremi.

Fenomeni da Juventus: Diego rabona, Pasquato s-rabona. La Vecchia Signora vista dal ventre del calcio scritto pare in evidente carenza di creatività, se non di emulazioni ad alto tasso di goffagine. Eppure il primato di visualizzazioni su YouTube e Dailymotion, per citare due tra i più noti operatori di video sharing, consola.

Consola quanti di questa industria non desiderano più parlare, non assistere (magari) alla reiterazione rappresentativa della moviola disturbati dall'analisi postuma. Quegli stessi ingurgitano golosi le comiche delle amichevoli estive, dei raduni e dei ritiri. Per deridere una scuola in decadenza senza ragionare più di tanto sullo stato di sanità di questo universo-sfera.

Il pluralismo del fermo immagine ci impartisce la lezione della difficoltà applicativa del regolamento, della sua messa in scena e in campo nonostante la variante dei casi con minuziosi schemi da manuale, e ci educa all'estetica dello sport. Non si può solo svilire per dimenticare - momentaneamente - tutto il resto. Di calcio si discute, si costruisce una dialettica attorno agli episodi, si contribuisce al processo di edificazione (del linguaggio) dell'opinione pubblica di un Paese. Non si gioca più, quando si tratta di pallone.

“Rinuncia al tuo potere di attrarmi e io perderò la volontà di seguirti”.

martedì 2 marzo 2010

Iaquinta, quell'uomo in più?



Palermo deve essere ricordata. Il Palermo e il gol di Miccoli debbono essere materia di studio nell'accademia della dissoluzione della Juventus rifondata. Zac potrà lamentare l'impossibilità di inserire centrocampisti degni di nota perché 'non ci sono i cambi'. Si gioca tutti e tutte le partite. Che sia campionato, Champions, Europa League, Coppa Italia. Nessun alibi e siamo meno buoni (e ipocriti).

Manca un uomo di qualità come Mauro German Camoranesi. ma quello che non c'è, quello che manca è l'attaccante dell'ultimo minuto. Quattro mesi per un menisco paiono spropositati. In questi ultimi quattro mesi si è vista anche la negazione di quanto sostenuto con convinzione. Torna Cecè. Diego avrebbe così deluso ieri se ci fosse stato Vincenzo Iaquinta? Io credo di no.